mercoledì 30 luglio 2025

L’ITALIA SI INDEBITA PER IL RIARMO


Mentre il Paese è già schiacciato dal debito pubblico, L’UE ha lanciato il piano “Preparedness 2030” (ex “ReArm Europe”) con l’obiettivo di spendere fino a 800 miliardi di euro entro il 2030 per riorganizzare gli eserciti, potenziare la produzione di armamenti, munizioni, droni e sistemi difensivi.

Come parte del piano, è previsto un fondo comunitario SAFE da 150 miliardi sotto forma di prestiti agevolati agli Stati membri.

L’Italia ha già manifestato interesse a prenderne una quota significativa: fino a 15 miliardi per finanziare spese pianificate fino al 2030.

Un Paese già sulle corde.

Il debito italiano si attesta al 135% del PIL: uno dei più alti d’Europa.

Aumentare le spese militari fino al 3–3,5% del PIL come richiesto da NATO e USA comporterà un consumo extra da 30 a 35 miliardi all’anno, con gravi conseguenze per i conti pubblici e il rating sovrano.

Non c'è nemmeno dibattito pubblico, sull'argomento. 

I media di regime sminuiscono, minimizzano, parlano d'altro.

Conclusione.

Ci stanno spingendo a finanziare un esercito industriale europeo, trasformando la difesa in business miliardario.

Invece di investire in scuole, ospedali, ricerca e crescita, si insiste su un modello predatorio.

Questo non è progresso, è colonizzazione finanziaria da parte dell’apparato di potere che controlla l’UE e NATO.

E gli italiani?

Silenzio assordante. 

Nessun dibattito vero. 

Manifestazioni, come il NO RIARMO DAY a Pescara coinvolgono solo una porzione di popolo. 

La restante porzione di popolo, sceglie di non partecipare, di non esporsi. 

La democrazia perde pezzi mentre aumentano le battaglie armate, le catene di debito e le spese militari.

A voi decidere se tutto questo è un "sogno di sicurezza" o il risveglio di una servitù peggiore.

Avv. Paola Piccone
Insieme Liberi