Dopo Porsche, ora anche Volkswagen e Audi vanno in tilt.
Per Audi, il primo semestre del 2025 è stato un disastro: -37,5% di utili.
Una vera emorragia, provocata da dazi americani, costi di ristrutturazione interni e difficoltà crescenti nel mercato cinese.
Il modello tedesco, un tempo simbolo di solidità e precisione industriale, scricchiola sotto i colpi della crisi globale e delle scelte geopolitiche suicide dell’Unione Europea.
Le sanzioni, l’allineamento cieco agli USA, la rottura con la Russia, la decarbonizzazione forzata e la guerra commerciale con la Cina stanno massacrando l’industria europea.
Quello che si profila non è un semplice rallentamento:
è un bagno di sangue.
E chi pagherà il conto?
Come sempre: i lavoratori, i consumatori e le imprese più piccole, travolti da scelte folli prese a Bruxelles e Berlino.
A vantaggio, manco a dirlo, degli interessi americani.
Avv. Paola Piccone
Insieme Liberi











