lunedì 25 agosto 2025

Burkina Faso dice NO al progetto di Bill Gates: un segnale politico dall’Africa?



Il presidente del Burkina Faso, Ibrahim Traoré, ha deciso di interrompere il progetto Target Malaria, iniziativa sostenuta dalla Bill & Melinda Gates Foundation, che prevedeva il rilascio di zanzare geneticamente modificate per ridurre la diffusione della malaria.

Ma la notizia va ben oltre il tema sanitario.
Le domande sono altre:

Perché il Burkina Faso ha detto no?

Qual è la posizione geopolitica del paese?

Cosa pensa delle grandi potenze occidentali e dei cosiddetti filantropi?

Il progetto scientifico

Target Malaria è un programma avviato più di dieci anni fa per contrastare la malaria tramite il rilascio di zanzare geneticamente modificate, capaci di trasmettere tratti che riducono la capacità riproduttiva.
Un’idea che promette benefici, ma che porta con sé forti dubbi etici, ecologici e di sovranità: chi decide se un ecosistema può essere modificato? E con quali conseguenze future?

Le ragioni politiche del NO

Il Burkina Faso di Ibrahim Traoré non ha voluto limitarsi a valutazioni scientifiche. La scelta si inserisce in un contesto geopolitico più ampio:

Rifiuto dello strapotere angloamericano: il paese denuncia da tempo l’imposizione di agende dall’esterno, soprattutto in campo sanitario ed economico.

Nuove alleanze: Traoré ha avvicinato il Burkina Faso alla Russia e alla Cina, e guarda con interesse ai paesi BRICS, percepiti come alternative all’Occidente.

Sfiducia verso i “filantropi”: figure come Bill Gates vengono viste non tanto come benefattori, ma come strumenti di influenza e controllo, dietro il paravento della solidarietà sanitaria.

Un’Africa che alza la testa

Il Burkina Faso non è un caso isolato.

Pochi mesi fa, la Presidente della Namibia, Nangolo Mbumba, ha respinto le proposte della Fondazione Gates legate a programmi di controllo della fertilità.

In Mali e Niger, governi militari hanno espulso ONG occidentali accusate di agire per interessi geopolitici e non umanitari.

Sta emergendo una nuova consapevolezza africana: non più sudditanza, ma autodeterminazione.
Un cambio di passo che si potrebbe leggere come l’inizio di una rivoluzione culturale e politica nel continente, decisa a scegliere le proprie strade senza imposizioni esterne.

Cosa sta succedendo?

L’Africa sembra voler dire al mondo:

“Non siamo più terra di esperimenti, né laboratorio delle potenze esterne. Abbiamo diritto a scegliere da soli le nostre politiche, in scienza come in economia.”

Una svolta che potrebbe ridisegnare gli equilibri globali, soprattutto se altri paesi seguiranno la stessa linea.

Fonti per approfondire:

Target Malaria, comunicato ufficiale sulla sospensione: targetmalaria.org

APANews: Burkina Faso ends flagship malaria project

Eyewitness News: Burkina stops Gates Foundation’s anti-malaria campaign

The Guardian: What is gene drive and how could it help in the fight against malaria?

Avv. Paola Piccone – Insieme Liberi