Durante il Covid, Conte e Speranza hanno governato a colpi di DPCM: chiusure, restrizioni, obblighi.
Molti giuristi lo dissero subito: quei provvedimenti erano incostituzionali.
Eppure la Magistratura – quella che dovrebbe essere indipendente – ha fatto la parte delle tre scimmiette: non vede, non sente, non parla.
“Non esistono terapie”: la bugia di partenza
Le prime sentenze (Consiglio di Stato n. 7045/2021, e poi Corte Cost. n. 14, 15, 16/2023) hanno legittimato l’obbligo vaccinale partendo da un presupposto falso: che non esistessero terapie idonee.
Lo sappiamo: cure domiciliari e protocolli alternativi c’erano, ma non sono mai stati presi seriamente in considerazione.
E così si è giustificata la vaccinazione di massa come unica salvezza.
“Pandemia” = potere assoluto
Le sentenze hanno dato per scontato che fossimo in una pandemia senza precedenti, autorizzando misure eccezionali e compressione di diritti fondamentali.
Nessun vero contraddittorio scientifico, nessuna perizia indipendente: solo fiducia cieca nei dati forniti dal Governo e dagli organismi internazionali.
Diritti individuali calpestati
“Il bene della collettività” è stato l’alibi per calpestare:
il diritto alla salute individuale,
il diritto all’integrità del proprio corpo,
la libertà di scelta.
Chi rifiutava il vaccino veniva colpito da ricatto occupazionale:
o ti vaccini,
o non lavori (sospensione, licenziamento, perdita dello stipendio).
Tutti i ricorsi dei lavoratori? Quasi sempre respinti.
Anche quando era evidente che l’“obbligo” fosse mascherato.
Una Magistratura indipendente? O una casta fedele al potere?
Dicono: “La Magistratura è autonoma”.
La realtà? Quando la politica chiama “emergenza”, la Magistratura obbedisce.
Nessuna vera indagine sulle violazioni costituzionali, nessun dubbio sulle narrazioni ufficiali.
Un corpo che si auto-protegge, che non paga mai per i propri errori, e che sembra più vicino ai poteri forti che ai cittadini.
SENTENZE CHIAVE & PUNTI CONTROVERSI
1. Consiglio di Stato – Sent. 7045/2021
Conferma obbligo vaccinale per sanitari.
Presupposto falso: “nessuna terapia idonea” → vaccino unica opzione.
2. Corte Costituzionale – Sent. 14, 15, 16/2023
Obbligo non sproporzionato, sospensione legittima.
Assunta “pandemia grave” senza contraddittorio scientifico.
3. Corte Costituzionale – Sent. 185/2023
Obbligo esteso a tutte le professioni sanitarie.
Nessuna valutazione reale delle conseguenze sulla salute dei singoli.
4. Corte Costituzionale – Sent. 188/2024
Confermata sospensione per Polizia Penitenziaria non vaccinata.
Disparità di trattamento ignorata rispetto ad altre categorie.
In sintesi
Dati e narrazione ufficiale accettati senza verifica indipendente.
Ricorsi dei lavoratori quasi sempre respinti.
Diritti costituzionali subordinati alla “ragione di emergenza”.
Conclusione
La vera emergenza non è stata sanitaria: è stata democratica.
Abbiamo visto sospendere i diritti, soffocare il dissenso e legittimare scelte politiche con sentenze costruite su presupposti discutibili.
E chi avrebbe dovuto essere il custode della Costituzione… ha scelto di essere il guardiano del potere.
Avv. Paola Piccone – Insieme Liberi
