venerdì 1 agosto 2025

TRUMP FORZA IL MONDO A PAGARE I DAZI


Nella foto vediamo Donald Trump sorridente insieme al suo staff: celebrazione ufficiale della potenza economica americana. Ma dietro il sorriso si nasconde un messaggio ben chiaro:
«Pagate».

Chi paga? E quanto?

Dal 7 agosto 2025, entrano in vigore i dazi US su quasi 70 paesi:

UE, UK, Giappone, Sud Corea, conti con il 15%;

Canada: da 25% passa al **35%**;

India, Filippine: 25%‑19%;

Svizzera: 39%; Sud Africa: 30%;

Record per Siria (41%), Laos/Myanmar (40%), Iraq e Serbia (35%);

Brasile: fino al 50% su rame e materie prime .

Il piano dietro l’arroganza

Trump non celebra un successo economico: celebra l’impero.

Il dazio non è uno strumento di equità commerciale, ma di dominazione geopolitica.

Imporre il 41% ad autarchiche come la Siria è utile non per bilanciare il commercio, ma per far vedere chi comanda.

Il risultato?
Mercati globali tremano.

I consumatori europei pagano il conto.

Gli USA incassano pure dai loro partner…
Ma a scapito dell’equilibrio internazionale.

Il vero problema

Questo sistema non è emergenza economica: è mercatismo predatorio.
Gli Stati Uniti sanciscono:
«Il mondo serve noi. Se non ti allinei, ti puniamo».

E governi europei, compresi elementi di destra e sinistra, restano zitti.
Tacciono perché sanno che la resa è già firmata.

Dove ci porta tutto ciò?

A una globalizzazione con un solo centro di comando.
A un mondo dove i popoli consumano e non decidono.
A una disuguaglianza sistemica che trova legittimità nelle leggi doganali americane.

Se continuiamo a far finta che sia solo “commercio”, perdiamo la sovranità.
E mentre Trump brinda, noi paghiamo con la nostra libertà e il nostro denaro.

Avv. Paola Piccone
Insieme Liberi